A due anni dall’avvio della riforma sulla distribuzione dei farmaci, si è svolto oggi al Ministero della Salute l’evento “Farmaco accessibile: la rivoluzione gentile della prossimità. L’evoluzione del modello e i nuovi obiettivi della distribuzione” , promosso dal Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato.
All’incontro hanno partecipato il Sottosegretario al MEF Lucia Albano, il Presidente di AIFA Robert Nisticò, istituzioni, rappresentanti della filiera del farmaco, ordini professionali e associazioni dei pazienti per fare il punto sull’evoluzione del nuovo modello.
“Due anni fa parlavamo di un cambiamento epocale. Oggi possiamo dire che quella visione si è tradotta in una rivoluzione gentile: una trasformazione con effetti concreti per il cittadino”, ha dichiarato in apertura il Sottosegretario Gemmato.
La riforma, introdotta con la legge di bilancio 2024, ha avviato il superamento di un modello organizzativo fermo da oltre vent’anni, prevedendo la possibilità di passare dalla distribuzione diretta regionale dei farmaci a quella nelle farmacie pubbliche e private convenzionate, per un migliore accesso alle terapie per i cittadini.
“I dati confermano la bontà della scelta – ha sottolineato Gemmato – secondo AIFA, la riclassificazione delle gliflozine ha generato un risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale di 9,2 milioni di euro tra settembre e novembre 2025, con una proiezione annua di circa 36,5 milioni. Parliamo di 3,4 milioni di confezioni, con consumi in linea con le attese e risparmi ottenuti anche grazie alla negoziazione condotta da AIFA con le aziende farmaceutiche”.
“In concreto – ha aggiunto – significa più accessi ai farmaci essenziali, meno burocrazia e cure più vicine ai cittadini, soprattutto agli anziani, che oggi possono ritirare i medicinali direttamente sotto casa, senza recarsi due volte in farmacia”.
Un dato confermato anche dal Censis nell’ultima rilevazione 2026 sulla farmacia come presidio di prossimità: il 94% degli intervistati si dichiara soddisfatto del passaggio dalla distribuzione per conto alla convenzionata.
“Quando parliamo di risparmi – ha proseguito– dobbiamo considerare anche tutti i costi indiretti legati alla gestione ospedaliera: logistica, stoccaggio, sicurezza delle scorte, personale e trasporti. A questi si aggiungono criticità come i furti nelle farmacie ospedaliere, che incidono in modo significativo sul sistema: nel 2024 si sono registrati 21 furti per un valore di 8,6 milioni di euro, nel 2025 ancora 21 episodi per circa 5 milioni, mentre nei primi mesi del 2026 si è già verificato un furto dal valore di circa 8 milioni di euro”.
“Questa riforma non è un punto di arrivo, è una direttrice strutturale di cambiamento. Abbiamo scelto di riportare il farmaco sul territorio e di costruire una sanità che si plasma sulle necessità di cura e presa in carico, una sanità che semplifica, ascolta e avvicina il farmaco al cittadino, non viceversa” ha commentato ancora il Sottosegretario.
“Serve un modello sanitario che integri assistenza e prossimità – ha aggiunto – garantendo continuità di cura. In questo quadro si inserisce anche la farmacia dei servizi come presidio fondamentale della rete territoriale, capace di contribuire alla presa in carico dei pazienti e al monitoraggio dell’aderenza terapeutica”.
Guardando ai prossimi sviluppi, Gemmato ha annunciato che AIFA sta valutando, attraverso la Commissione scientifico-economica, nuove categorie di farmaci da trasferire alla distribuzione convenzionata, sempre mantenendo particolare attenzione alle patologie croniche ad alta prevalenza: “Nel rispetto della normativa vigente e della sostenibilità economico-finanziaria del sistema, l’Agenzia sta considerando la possibilità di proseguire nella riclassificazione di ulteriori medicinali della classe degli antidiabetici” ha concluso il Sottosegretario.

“Quello che stiamo vivendo è un cambiamento epocale, dal quale non si può tornare indietro. L’accessibilità si rafforza facendo squadra: tra istituzioni, servizi territoriali, professionisti, farmacie, imprese e comunità. In questo senso è importante il lavoro che il ministero della Salute ha avviato e sta portando avanti con coerenza per accompagnare l’evoluzione della legislazione farmaceutica e rendere sempre più vicino ai cittadini l’accesso alle cure”. Così il presidente della Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso), Giuseppe Quintavalle, intervenendo al convegno “Il farmaco accessibile: la rivoluzione gentile della prossimità”, al ministero della Salute.
Per Quintavalle, “il tema dell’accessibilità del farmaco richiama una sfida più ampia, che riguarda la capacità del sistema di prendersi carico della persona nella sua interezza. La non aderenza terapeutica, infatti, non è quasi mai una scelta del paziente. Spesso è il segnale di una fragilità sociale, familiare, relazionale. Per questo dobbiamo intercettare bisogni che non sono soltanto strettamente sanitari”.
Da qui il richiamo a una più forte integrazione tra sanitario e sociale, soprattutto nei territori più fragili. “Troppo spesso il problema non è solo l’aderenza al farmaco, ma l’assenza stessa di accesso, conoscenza e orientamento ai servizi. È qui che la prossimità diventa presa in carico”.
Il presidente di Fiaso ha quindi sottolineato la responsabilità condivisa di tutti gli attori coinvolti: “Ci sono territori in cui esistono esperienze avanzate di cura e presa in carico, e altri in cui i cittadini fanno ancora fatica ad accedere ai servizi. Anche per questo abbiamo bisogno di fare squadra davvero. Il sistema è fatto da sanità pubblica e privata, sociosanitario, industria farmaceutica, farmacie e professionisti. Ognuno deve concorrere a rendere più accessibili le cure e più vicino alle persone il servizio sanitario, che resta un patrimonio italiano straordinario da tutelare, rafforzare e accompagnare nel cambiamento”, ha concluso Quintavalle.
